Recensione del libro: A Blue Idyll

Recensione del libro: A Blue Idyll

Immagina di svegliarti da un sogno, solo per ritrovarti immerso nel mistero di cosa si trattava. Un idillio blu richiede tale contemplazione, poiché Brenton Hamilton abbraccia l’influenza surrealista. Combinando motivi casuali e interazioni della storia dell’arte, Hamilton crea un nuovo mondo di connessioni e possibilità insolite. Il cianotipo è un processo adatto a tali visualizzazioni ultraterrene in un profondo e sognante blues di Prussia. L’idea di un “libro dei sogni” è rafforzata in tutta la sequenza di immagini del libro, poiché il lavoro presentato non segue alcun rigoroso ordine cronologico per date create. Questa struttura rafforza l’idea di muoversi attraverso un sogno, dove la logica lineare dell’ordine è spesso sfidata.

Il saggio introduttivo di Lyle Rexer offre indizi penetranti per decifrare le immagini in questo mondo di immagini casuali e montaggio. Egli nomina le influenze di Hamilton nella storia, nella scienza, nella natura, nella poesia, nell’anatomia, nel disegno, nell’astronomia, nelle immagini botaniche, nei sogni e altro ancora. Rexer afferma che questo “non è proprio un libro di fotografie. È un’autobiografia interiore, con immagini illustrative di accompagnamento, un libro dei sogni se vuoi”. Di uno dei primi lavori in evidenza, “Wing”, una stampa alla gelatina d’argento, allude al fascino per il mondo naturale, un motivo chiaro in tutto il libro. Questa immagine richiama l’uso della fotografia nello studio scientifico, come documento utilizzato per comprendere il mondo registrando dettagli di minuscole creature e strutture che non possono essere viste ad occhio nudo.




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