Parrot: primo trimestre 2021 positivo grazie soprattutto all’Anafi (USA)

Parrot: primo trimestre 2021 positivo grazie soprattutto all’Anafi (USA)

Importanti segnali di ripresa per Parrot, l’azienda francese che dopo una serie di bilanci chiusi in perdita negli ultimi anni ha ottenuto, nel primo trimestre 2021, risultati positivi soprattutto grazie al comparto droni.

In particolare, si legge nel comunicato stampa ufficiale dello scorso 20 maggio, rispetto allo stesso periodo dell’anno 2020 i ricavi ottenuti dal comparto droni sono passati da 3,2 a 4,8 milioni di euro, facendo registrare un aumento del 50,5%, grazie soprattutto al modello Anafi e in particolare all’Anafi USA, uscito un anno fa.

Sembra insomma dare i suoi frutti la strategia aziendale che nel recente passato ha virato verso la smobilitazione del comparto droni consumer, uscito malconcio dal confronto con DJI, per dirottare le risorse verso droni, software e altri strumenti professionali, concentrandosi sul mercato americano e puntando forte su sicurezza e privacy, elementi che specie durante il mandato di Trump sono diventati degli insanabili talloni d’Achille per i droni DJI, rendendoli off limits per quanto riguarda l’esercito e le numerose agenzie governative.

Una serie di mosse che sembrano essersi rivelate efficaci per la sopravvivenza dell’azienda (anche se a noi sarebbe piaciuto molto continuare a vedere un produttore europeo tentare di mettere in difficoltà il colosso di Shenzen anche nei droni ad uso ricreativo, magari con un modello sotto i 250 grammi), ma che è meglio non affrettarsi a giudicare definitivamente risolutive.

Infatti, sempre dal rapporto del primo trimestre 2021, si nota come il software di analisi dati Pix4D, altro elemento cardine dell’azienda, abbia invece registrato un valore negativo dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2020 (5,6 milioni di euro contro i 6,1 del 202) e nettamente peggio hanno fatto i droni ad ala fissa di senseFly  con una contrazione di oltre un terzo (-36%) rispetto ai ricavi dell’anno scorso, passando da 3,5 a 2,2 milioni di euro.

L’azienda spiega che il calo di rendimento dei droni ad ala fissa è dovuto al completo rinnovamento della linea di prodotti, visto che i nuovi modelli eBee sono stati presentati appena lo scorso febbraio e le loro vendite non sono ancora riuscite ad influire in maniera significativa sui numeri di questo rapporto, mentre per quanto riguarda il rendimento di Pix4D sempre Parrot afferma che il valore riflette “Un basso livello di utilizzo dovuto alle cattive condizioni meteo di questo inverno, che hanno limitato il volo dei droni, seguite da un recupero molto positivo nei mesi di marzo e aprile“.

Potrebbe anche essere, ma attenzione che Parrot ha già dimostrato in passato di sapersi fare creativa quando si è trattato di giustificare delle mancanze o dei mezzi fiaschi, come quando nell’estate 2018 lanciò l’Anafi e, ai tanti delusi dall’assenza di un sistema di evitamento a ostacoli anche minimo, rispose che lo aveva fatto apposta, perché per loro i piloti non dovevano avere scuse: “Vogliamo utenti che siano responsabili per i loro voli”, dichiarò in quell’occasione Fabien Laxague, International PR Manager dell’azienda francese.



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Fonte DroneZine