MINI SE: DJI snobba Europa e Stati Uniti

MINI SE: DJI snobba Europa e Stati Uniti

L’atteso aggiornamento DJI Mavic Mini prima edizione è arrivata, ma non in Europa e nemmeno negli USA: almeno per ora, è disponibile solo in Asia, Sudamerica, Russia e Australia e nemmeno dappertutto. Certo, proprio volendo lo si può acquistare da siti come Banggood, dove viene offerto a circa 450 dollari. 

Stiamo parlando del DJI Mini “Special Edition” o “Second Edition”, che con grande sorpresa aveva  fatto la sua comparsa prima sul famoso account Twitter OsitaLV, che da tempo ha abituato i follower ai leak sui nuovi droni in uscita, e poi anche sullo shop ufficiale di Walmart. Ora è arrivato per davvero, ma sul sito ufficiale DJI Italia, e in generale sugli store di USA ed Europa non c’è (ancora?) traccia del drone, che come si può notare dalle foto è, nella forma, davvero identico al vecchio Mavic Mini. In pratica, è come se DJI avesse portato di peso l’hardware del MINI originale nella fusoliera del MINI 2, da cui però SE eredita batterie e motori. Se non c’è da noi, in compenso è disponibile su siti internazionali di e-commerce come Banggood. 

Camera 2.7K / 12 MPX (FHD anche a 60p)

Range di controllo 2,5 miglia (circa 4 km, FCC)

30 minuti di autonomia della batteria 

La sensazione è che questo ibrido Mavic Mini / Mini 2 sia uscito esclusivamente per dare battaglia in alcuni mercati, e non in tutti, ai droni FIMi X8 Mini e Hubsan Zino Mini Pro che sono di recente arrivati nella categoria sotto i 250 grammi di peso, puntando essenzialmente sul prezzo e su pochi – ma doverosi – aggiornamenti. 

Rispetto al MINI, MINI SE è dunque leggermente migliorato, specie sul fronte batterie (2250mph, 7.7volt) ed eliche, che erano state criticate sul MINI originale perché apparentemente soggette a deformarsi. Meglio anche i motori, che ora consentono di fronteggiare venti fino a circa 38 km/h (il MINI si fermava attorno a 30 Km/h), che era un altro tallone d’Achille molto criticato sui social. 

Non c’è nessuna evidenza che al momento ci faccia pensare che l’SE possa un giorno arrivare anche da noi.

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Fonte DroneZine