Il legale risponde: “Ho perso il mio drone durante un volo autonomo” posso considerarlo in garanzia?

Il legale risponde: “Ho perso il mio drone durante un volo autonomo” posso considerarlo in garanzia?

L’avvocato Francesco Paolo Ballirano risponde ai dubbi dei lettori. Oggi ci occupiamo del quesito di un lettore che ha perso il proprio drone, durante l’esecuzione di un volo autonomo. In poche parole ha perso il contatto radio e non è più tornato indietro, neanche con la procedura automatica di “Return to Home”.
Si domanda quindi se tale perdita sia coperta dalla garanzia del costruttore.
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Durante un un volo autonomo del drone Parrot Anafi definito in un piano di volo “Flight Plan” il drone ha perso il collegamento video / comandi con il controller remoto e, dopo pochi secondi ha perso il collegamento anche con il sistema operativo Android dello smartphone (file di log delle comunicazioni).

Il drone non è più ritornato al punto di decollo previsto dal piano di volo ed è andato perso senza nessuna informazione sul luogo / circostanze della possibile caduta eccetto l’ultima indicazione della quota di metri 105 (prevista dal piano) ma ripetuta per 5 minuti (non prevista dal piano la sosta).

Le condizioni ambientali di vento / temperatura erano entro le specifiche del costruttore e il piano di volo stesso è corretto, senza errori.
Altri voli autonomi precedenti, anche più complessi, sono stati eseguiti senza nessun problema.
La domanda è: è lecito chiedere la sostituzione o il rimborso del drone per malfunzionamento? Il costruttore dice che è stato “un errore umano” secondo un suo team di investigazione ma non porta nessuna documentazione o chiarimento al riguardo nonostante la mia insistenza.

Sono convinto che è una posizione pretestuosa per non adempiere a suoi obblighi.

Il Codice del Consumo agli artt. 128 e segg. stabilisce in capo al venditore l’obbligo di consegnare al consumatore beni che risultino conformi al contratto di compravendita. In caso contrario, su di esso grava la responsabilità per qualsiasi difetto di conformità che si manifesti entro due anni dalla consegna del bene e che venga denunciato dal consumatore entro due mesi dalla scoperta.
Tale diritto era già previsto, ancor prima delle disposizioni del Codice del Consumo, nel Codice Civile all’art. 1490 c.c., il quale impone al venditore di garantire che la cosa venduta sia immune dai vizi che la rendono inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore.
In generale, la disciplina contenuta negli artt. 128 e ss. del Codice del Consumo si applica ai contratti che hanno per oggetto “beni di consumo” intesi come qualsiasi bene mobile, finito o da assemblare, nuovo o usato, materiale o immateriale.

Queste disposizioni sono state fornite dal legislatore per tutelare i consumatori dai difetti e dai vizi che i beni possono presentare successivamente all’acquisto. Esistono due tipi di garanzie:

  • a) legale: garanzia di conformità obbligatoria ed inderogabile a copertura dei difetti originari del prodotto che si manifestano nell’arco dei 24 mesi;
  • b) commerciale: l’art. 132 del Codice del Consumo prevede la possibilità di offrire una garanzia discrezionale che non può limitare o escludere quella legale e che può comprendere servizi aggiuntivi di assistenza (si pensi ad es. ad eventuali coperture per il furto di un oggetto, o alla sostituzione dello stesso per una caduta accidentale).

In caso di difetti di conformità, il venditore risponde solo dei difetti esistenti al momento della consegna.
La normativa distribuisce l’onere di tale prova tra venditore e consumatore in base al momento in cui i difetti si presentano.
Infatti, salvo prova contraria, si presume che i difetti di conformità che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene esistessero già a tale data (art. 132 comma 3 Codice del Consumo).
In tal caso spetterà quindi al venditore provare che il bene era pienamente conforme, cioè che il difetto lamentato dal consumatore è sopravvenuto successivamente alla consegna.
Se invece i difetti si manifestano successivamente ai sei mesi dalla consegna sarà il consumatore a dover fornire la prova che il difetto fosse già presente al momento della consegna.

Diverso è il caso della garanzia prevista invece per i professionisti (classico esempio è l’acquisto con richiesta di fattura fornendo la propria partita IVA), che ha durata annuale (termine che decorre dalla data di acquisto).
Più ristretto è anche il termine per denunciare al venditore i vizi della cosa acquistata, che è di soli 8 giorni dalla scoperta del difetto.
Supponendo dunque che il drone sia stato acquistato da un consumatore e sia ancora coperto dalla garanzia legale che, ricordiamo, copre i difetti di conformità che sopravvengono entro due anni dall’acquisto del prodotto, sarà la Parrot Drones a dover provare la conformità del drone se l’incidente è avvenuto entro i sei mesi dall’acquisto.
Se invece l’incidente è avvenuto dopo i sei mesi dall’acquisto, sarà il consumatore a dover provare che il suo drone era viziato da un difetto di conformità che ne ha compromesso il corretto funzionamento.

Nei punti 50 a 58 delle condizioni generali di vendita della Parrot Drones1 emerge che la garanzia commerciale va dai 12 ai 24 mesi dall’acquisto e che il prodotto acquistato è garantito contro qualsiasi non-conformità o difetto di funzionamento (salvo che per le parti d’usura, ad esempio le batterie, garantite per sei mesi).
Ma tale garanzia è esclusa per ogni difetto e/o danno “conseguenti all’utilizzo improprio o ad una errata manipolazione, cattivo utilizzo, alterazione o deterioramento del Prodotto causati da caduta o urto accidentale, atterraggio in un luogo non appropriato, […] rottura, caduta, impiego di corrente elettrica non appropriata, perdita del collegamento con il Prodotto” e la Parrot Drones applicherà tale garanzia soltanto se “il difetto dichiarato dal Cliente viene confermato dalla Parrot Drones in riferimento alle normali condizioni di utilizzo.”

Per concludere, è espressamente disposto che la garanzia commerciale è limitata alla sostituzione dei prodotti e delle parti riconosciute come difettose dal servizio di assistenza Parrot Drones, ed è quindi escluso l’indennizzo per perdite o danni di qualsiasi natura.
Se pur sussistendone i presupposti, il venditore non provvede a garantire il bene acquistato, oltre all’azione giudiziale è bene sempre segnalare eventuali comportamenti scorretti alle competenti Autorità che garantiscono e tutelano gli interessi dei consumatori ed eventuali comportamenti commerciali scorretti.



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Fonte DroneZine