I primi 100 giorni del regolamento EASA

I primi 100 giorni del regolamento EASA

Come è tradizione, i governi si giudicano dopo i primi 100 giorni di attività.Nei primi 100 giorni, le regole EASA nel nostro Paese mostrano più ombre che luci: bene le Open A1 e A3, ma le Specific sono ancora un rebus e l’Open A2 così com’è serve a ben poco. Stiamo arrancando, anche perché l’ultimo regolamento ENAC3 non ci ha affatto preparato alla svolta, anzi, per mesi ci ha tenuti a forza nel limbo.

Chi sperava in una semplificazione è rimasto certamente deluso: la burocrazia europea è notoriamente molto complessa ed elefantiaca, in questo batte perfino la nostra, che pure in fatto di pastoie burocratiche siamo maestri nel mondo. Di fatto il regolamento EASA è complicatissimo, specialmente quando si abbandonano le relativamente tranquille Open e ci si avventura nel rebus delle Specific. Tra luci e ombre, ecco il nostro giudizio sui vari aspetti delle nuove regole che stiamo cominciando a metabolizzare.  

 PASSAGGIO ENAC3/EASA

VOTO 3: il regolamento ENAC3 è stato un pessimo regolamento, che non ha affatto preparato il terreno al nuovo che avanzava, anzi, ha tenuto artificialmente in piedi l’obsoleta divisione tutta italiana tra voli professionali ed amatoriali senza affrontare il nodo fondamentale, la rischiosità delle operazioni in base alla classe del drone. E quel che è peggio, per mesi ha obbligato chi lavora col drone a prendere il costoso, e oggi praticamente inutile, CRO.

OPEN A1-A3 VOTO 7: Più luci che ombre, il merito principale di EASA è stato quello di sottrarre alle scuole di volo la formazione professionale dei piloti che fanno le operazioni più semplici e a basso rischio con un patentino online che pur essendo ancora di mediocre qualità (addirittura ancora ci sono domande che citano le “non critiche”), tutto sommato funziona. Così come ancora funziona l’aeromodellismo A3, anche se andrà prima o poi affrontato il tema dei moltissimi campi volo che non fanno parte di AeCI e quindi non sono ufficialmente riconosciuti. 

OPEN A2 VOTO 4: Sicuramente avrà un senso quando saremo a regime e ci si potrà seriamente avvicinare  alle persone non coinvolte con droni da 4 kg, oggi con 2 kg e 50 metri di distanza serve a poco. Oltretutto il quadro della formazione è la solita jungla di prezzi e offerte, e ENAC ancora non ha mantenuto la sua promessa di fare lei il questionario per la formazione teorica. Che aspettiamo?

SPECIFIC VOTO 3: Tra SAIL oggi e U-Space domani (le danze cominceranno il primo gennaio dell’anno prossimo) la situazione è tale da confondere la vasta pletora dei piccoli operatori professionali, che di fatto ancora non sanno che pesci pigliare, anche perché manca ancora del tutto la formazione professionale oltre le Open e senza le LUC affrontare oggi le Specific è una (costosissima e lunga) impresa.

UAS-IT VOTO 6: Il merito principale di quel che resta dei regolamento ENAC è quello di non aver voluto strafare: abbiamo evitato il rischio che l’eccesso di zelo ci allontanasse dall’Europa. Talvolta less is more, e le UAS-IT ne sono un discreto esempio. Bene l’aver reintrodotto il massimale minimo per le assicurazioni (anche se sarebbe stato meglio esprimerlo in euro invece che nel volatile DSP) e aver ribadito che l’assicurazione è obbligatoria sempre, senza se e senza ma.



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Fonte DroneZine