Droni: Oltre 33 mila euro di multa per aver volato col Mavic Mini in centro a Milano

Droni: Oltre 33 mila euro di multa per aver volato col Mavic Mini in centro a Milano

Una vacanza costosissima per una turista americana trentottenne, fermata dalla Polizia Locale di Milano mentre volava con il suo drone nella Galleria Meravigli, a due passi dal Duomo. La signora è stata sia denunciata (a Milano c’è una zona rossa, come è facile vedere da D-Flight) e oltretutto il drone non era assicurato, da cui la sanzione pecuniaria. Che si tratti di un Mavic Mini lo deduciamo dalle immagini, pubblicata da ANSA, non abbiamo altre prove a sostegno di questa interpretazione.

Si tratta del secondo sequestro, con annessa denuncia e sanzione, che effettua il Nucleo Duomo dall’inizio di quest’anno (nel primo caso di gennaio 2021, si era trattato di un turista cinese di 33 anni), il quattordicesimo dal 2018 ad oggi (in quattro casi l’intervento è stato del Nucleo Antiabusivismo). E ricordiamo che nel 2018 il drone di un’altra turista  americana anni aveva in volontariamente ferito al volto un uomo, sempre in piazza Duomo.

Oltre a ricordare a tutti che anche i droni sotto i 250 grammi vanno sempre assicurati, e che a nostro parere indipendentemente dal peso al decollo volare in città e cercare guai sono la stessa cosa, ci resta la perplessità di capire come facciano i turisti extraeuropei a conoscere le regole del volo EASA.
Sono anni che diciamo che sarebbe fondamentale, oltre che civile, mettere dei cartelli di divieto molto chiari e multilingue
almeno nelle zone turistiche delle città d’arte.

E in qualche maniera ci sembra che almeno a Milano le autorità sia siano almeno cominciando a porre il problema: Stiamo valutando una comunicazione diretta a quanti torneranno per turismo in città, che per portarsi a casa un’immagine suggestiva di Milano non prestano la giusta attenzione all’incolumità delle persone”. ha detto  la il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo che ha aggiunto: “Lavoriamo infatti a tutela dei cittadini: la norma prevede che l’area sottostante il volo sia messa in sicurezza ed evacuata. C’è anche una giusta attenzione all’utilizzo delle immagini. Non possiamo ‘chiudere un occhio’ o limitarci ad azioni dissuasive e dobbiamo essere molto attenti all’uso delle riprese che non possono essere effettuate senza autorizzazione”.

Ok, tutto giusto, ma il cartello mettetelo, no? Non sono bastati 14 sequestri dal 2018 per dimostrare che i turisti potrebbero anche non conoscere le limitazioni europee? E si tratta di turisti, magari incoscienti, certamente ignoranti (nel senso che ignorano le nostre regole) ma non certo di pericolosi criminali. E anche rivedere le sanzioni: il Codice della Navigazione è pensato per gli aeroplani, non per i droni, e da questo viene la spropositata sanzione che ha colpito la malcapitata: per la mancanza di assicurazione sono 100 mila euro, ridotti a un terzo se si paga entro tot giorni.
Certamente adeguata per l’operatore di un jet commerciale, ma davvero senza senso per un drone da meno di tre etti. 



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Fonte DroneZine