Droni e Gabbiani, come volare se gli uccelli attaccano il drone? [MiniHowTo]

Droni e Gabbiani, come volare se gli uccelli attaccano il drone? [MiniHowTo]

Non bastano il divieto di sorvolo della zona costiera in vigore nel periodo estivo, le restrizioni sull’altezza, le condizioni meteo con raffiche di vento e pioggia in arrivo. Anche quando finalmente riusciamo a volare, c’è un altro pericolo in agguato: gli uccelli che possono attaccare il drone perché lo considerano una minaccia.

Possono farlo da soli o in gruppo, a seconda della situazione, della vicinanza a una colonia o proprio della specie di uccello in questione, che può essere più o meno aggressiva o solitaria, scegliendo di attaccarvi da solo o chiamando rinforzi. A volte uno o più uccelli possono sbucare fuori dal nulla, altre volte sappiamo benissimo di poter essere ospiti sgraditi nel loro territorio, come ad esempio quando voliamo vicino la costa, habitat naturale dei gabbiani, la cui presenza e potenziale aggressione sono degli aspetti ulteriori di cui tenere conto quando voliamo sul mare.

Per cercare di comprendere meglio perché corre cattivo sangue tra droni ed uccelli, ma soprattutto analizzare le strategie migliori per evitare problemi prima o durante il volo, abbiamo realizzato questa piccola guida.

Attacchi di gabbiani e altri uccelli: cosa dobbiamo sapere?

Sul web è pieno di sfoghi, discussioni e richieste di aiuto da parte di piloti di droni che sono stati attaccati dai gabbiani (a volte con tanto di video). Ovviamente, queste aggressioni possono capitare con moltissimi tipi di uccelli diversi, ma i gabbiani risultano popolari per via del fatto che il loro habitat naturale, quello marittimo, è generalmente più frequentato dagli appassionati di droni per fare foto e video.

Perché gli uccelli attaccano i droni?

Il motivo più diffuso per il quale i volatili sono aggressivi nei confronti dei droni risiede nella difesa del loro territorio da una potenziale minaccia aerea. In altri casi la ragione scatenante può essere invece la ricerca di cibo, e la loro speranza che il drone sia commestibile o trasporti qualcosa di buono. A questo proposito basta evocare le numerose scene viste anche in spiaggia in cui i gabbiani non hanno timore ad avvicinarsi agli uomini con l’intento di estorcere del cibo.

Anche i piccioni sono abbastanza territoriali e presidiano con molta attenzione il loro territorio

Il periodo più a rischio

Senza dubbio il periodo dell’anno in cui volare col drone è più rischioso per via dei volatili coincide con la loro stagione riproduttiva, perché durante l’accoppiamento e la nidificazione la soglia di allerta e di reazione di questi animali è molto più alta. Il periodo dell’anno varia da specie a specie ma che nel caso dei gabbiani e di molti altri uccelli riguarda soprattutto la stagione primaverile e il primo periodo estivo.

Generalmente infatti i gabbiani iniziano costruire il nido in aprile, le uova si schiudono in poco meno di un mese (circa 25 giorni) e dopo 40 giorni circa i piccoli gabbiani (generalmente da 1 a 3 esemplari) sono pronti per abbandonare il nido e spiccare definitivamente il volo assieme ai genitori. Nella maggior parte dei casi, quindi, entro il pieno dell’estate il rischio di aggressione aerea da parte dei gabbiani può diminuire sensibilmente, sebbene esista la possibilità che una coppia affronti una seconda nidiata tra fine luglio e agosto.

Prevenire gli attacchi

Soprattutto in questi periodi dell’anno, quindi, la soluzione migliore è sempre quella di fare il possibile per evitare il problema, scegliendo di volare in luoghi o a quote (di solito 40-60 metri) in cui non diamo troppo fastidio agli uccelli.

Se nonostante queste precauzioni qualche volatile dimostra un comportamento ostile verso il nostro drone, ad esempio con movimenti circolari minacciosi ed emissione di versi acuti con lo scopo di intimorire l’intruso e/o a dare l’allarme agli altri pennuti della comunità, conviene atterrare il prima possibile per scongiurare un attacco imminente. Del resto per il drone potrebbe finire molto male, colpito e danneggiato quanto basta per farlo precipitare, col rischio di infrangersi a terra o precipitare in acqua.

LEGGI ANCHE: Cosa fare se il drone cade in acqua?

In caso di avvertimento, il tempo a disposizione per allontanarsi ed atterrare velocemente potrebbe essere poco, perciò è sempre opportuno, in zone “a rischio”, non volare mai troppo lontano dal punto di atterraggio o comunque sempre in modo da essere sicuri di avere batteria a sufficienza per battere in ritirata in tutta sicurezza.

Ecco un video che mostra bene, da terra, come un uccello (in questo caso un gabbiano) può comportarsi in maniera aggressiva nei confronti di un drone indesiderato.

Cosa fare in caso di attacco

Di manovre più o meno spericolate ne abbiamo lette a bizzeffe, con risultati altalenanti a seconda dei casi. C’è però una manovra che, più delle altre, sembra offrire una percentuale di successo nella fuga, e consiste nel fuggire verso l’alto il più rapidamente possibile.

Quasi tutti gli uccelli volano meglio del drone finché si tratta di cambi direzionali destra-sinistra, avanti-indietro, ma quando si tratta di salire di quota i droni hanno un certo vantaggio, riuscendo a farlo più velocemente e con meno fatica. Naturalmente dipende dal modello e dalle prestazioni dei motori, ed è per questo che in casi del genere è consigliato attivare – se disponibili – modalità Sport o equivalenti per dare più sprint al drone.

Una volta guadagnata una posizione più alta nel cielo, c’è chi consiglia di continuare con improvvisi movimenti su e giù come a simulare delle picchiate, rispondendo quindi alle minacce del volatile per intimorirlo, ma siccome questo potrebbe non rinunciare alla sfida o peggio chiamare i rinforzi, risulta nettamente preferibile l’idea di approfittare del piccolo vantaggio per dirigere subito il drone verso di noi.

Per portarsi avanti col lavoro, conviene avvicinarsi fin dalla prima manovra, ossia salendo di quota ma in diagonale verso la nostra verticale. Appena il drone è sopra di noi, si scende velocemente e si rientra il possesso del drone.

Attenzione: i gabbiani non si trovano solo lunga la costa, ma sono sempre più presenti anche in alcune grandi città, nella foto Napoli

Limitare i danni

Nel caso non si riesca ad evitare qualche colpo, le testimonianze di qualche pilota che ha subito e superato (non senza qualche paura) un attacco parlano del ruolo fondamentale dei paraeliche, che hanno tenuto al sicuro le eliche e quindi permesso al drone di continuare a volare fino a mettersi in salvo.

Altri rimedi per salvare il drone dagli uccelli

Insomma, cercando in rete ne abbiamo lette di tutti i colori:

  • manovre azzardate degne di Top Gun;
  • disattivazione di alcuni sensori del drone che potrebbero infastidire ancora di più gli uccelli;
  • adesivi con colorazioni sgargianti o grafiche con occhi minacciosi applicate al drone;
  • uso di dispositivi (sul drone o a terra) con dissuasori a ultrasuoni o richiami di uccelli predatori;
  • tentativo distrarre o rabbonire l’uccello in questione tramite elargizione di cibo;
  • persino il ricorso a piccoli esplosivi per spaventare e mettere in fuga i volatili.

Fermo restando che alcune di queste tecniche potrebbero modificare il peso del drone e quindi – a seconda dei casi – pregiudicare il vostro volo in regola, bisogna anche dire che in generale, dalle numerose esperienze che abbiamo reperito in rete, non emerge un sistema che si sia rivelato funzionante al 100%, e cioè tanto efficace nell’evitare il problema quanto sicuro per l’incolumità del nostro drone e degli animali coinvolti.

Cosa dice a legge

Non dimentichiamo che alcune leggi tutelano appositamente la fauna selvatica del nostro Paese. Ad esempio, a questo proposito, è tassativamente proibito:

  • prelevare, allontanare, trasferire, maltrattare, uccidere o ferire gli animali;
  • impedire ai genitori di accudire i nidiacei, portare loro cibo, avvicinarli e somministrare le cure parentali, o introdurre o liberare animali che possano arrecare loro danno;
  • distruggere il nido prima del naturale allontanamento di tutti gli animali.

Insomma ricordiamoci che quando voliamo, ovviamente, non dobbiamo solo rispettare le regole dell’aria, ma anche le altre leggi dello Stato.



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Fonte DroneZine