Drone per trasporto di generi biomedicali in Italia: nuovo test BVLOS per Leonardo

Drone per trasporto di generi biomedicali in Italia: nuovo test BVLOS per Leonardo

Continua il percorso di innovazione di Leonardo nella Advanced Air Delivery per accelerare l’introduzione dei droni nei cieli e contribuire, partendo dall’Italia, allo sviluppo di servizi innovativi sostenibili a supporto dei cittadini. Nei giorni scorsi si è svolto un nuovo test sul trasporto di prodotti biomedicali tra il centro di prelievo di Santa Marinella e quello di analisi di Palidoro (oltre 30 km lungo una rotta più lunga e lontana dalla costa).

Il test, svolto ancora una volta in partnership con Telespazio, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e con l’autorizzazione dell’ENAC, rappresenta una delle prime dimostrazioni in Italia di concetto di uso per consegna di generi biomedicali, su tratte non facilmente raggiungibili per viabilità ordinaria, con l’ausilio di droni con capacità di decollo verticale  (VTOL) a propulsione elettrica e bassissimo impatto ecologico e acustico.

In particolare, la tratta interessata da questa sperimentazione era già stata percorsa con successo da test analoghi che si erano tenuti durante il mese di ottobre dello scorso anno, ma, rispetto a quell’occasione, questa  volta il drone elettrico impiegato ha sfruttato una nuova tecnologia “lift and cruise”, con una modalità di controllo automatico oltre il campo visivo dell’operatore (BVLOS – Beyond Visual Line of Sight) e la simulazione di trasporto di generi biomedicali.

Determinanti per lo svolgimento della missione anche:

  • la piattaforma T-Dromes di Telespazio, che ha mostrato nuove funzionalità di comando e controllo del drone, anche via satellite, e che si pone come interfaccia principale dell’operatore sanitario, che potrà richiedere il servizio tramite una semplice app;
  • la piattaforma dedicata al controllo del traffico dei droni (UTM) di D-Flight, anche grazie alla quale sarà possibile far coesistere nello spazio aereo l’aviazione tradizionale e i velivoli a pilotaggio remoto;
  • la sala operativa di D-flight, che anche grazie al servizio innovativo di tracking del drone ha permesso il coordinamento tra l’operatore del drone e le autorità del controllo del traffico aereo tradizionale.

A questa fase della sperimentazione ha partecipato anche l’Aeronautica Militare, con un elicottero dell‘ 85° Centro SAR del 15° Stormo di Pratica di Mare, che parallelamente ha condotto una simulazione di missione di “ricerca e soccorso” in una zona di spazio aereo già interessata dalla rotta del drone e quindi in una situazione di “contingency”. In questo scenario, alla luce del carattere “salvavita” della missione dell’Aeronautica, la rotta del drone è stata rimodulata, anche se solo temporaneamente, per garantire l’assolvimento in sicurezza di entrambe le missioni di volo.

Il tutto è stato reso possibile dalle procedure di gestione dello spazio aereo condivise tra gli attori coinvolti nella fase di pianificazione della sperimentazione, che prevedono il coordinamento operativo tra sistemi manned e sistemi unmanned tramite D-Flight e gli enti del traffico aereo preposti.

L’obiettivo di lungo periodo è quello di estendere il servizio con campioni biologici reali, anche in ambiente urbano, collegando varie sedi e strutture sanitarie con operazioni simultanee di più droni.

Fonte: Comunicato Stampa Leonardo



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Fonte DroneZine