Anatomia delle zone U-Space – DronEzine

Anatomia delle zone U-Space – DronEzine

Dal 2022 U-Space entra nel regolamento EASA: il primo gradino di una roadmap che ci accompagnerà fino al 2035. Ma come funzionano nella pratica le zone U-Space? Questa è una CONOPS del CORUS, un concetto operativo, quindi alla fine potrebbero esserci delle variazioni, ma dà comunque un’idea abbastanza precisa di quello che ci aspetterà a partire dal prossimo anno.

I membri del progetto CORUS (Concept of Operation for EuRopean UTM Systems) hanno sviluppato il primo Concept of Operations (CONOPS) per droni in Europa.Il concetto di operazioni per U-space consente una vasta gamma di usi UAS, adattando il livello di traffico oggi e in quello previsto in futuro, prendendo in considerazione le migliori idee da tutto il mondo e accettate da una vasta gamma di parti interessate.

All’interno della versione del Corus, il design dello spazio aereo comprende tre livelli di complessità crescente. Il primo è lo spazio Type X che rappresenta il rischio minimo, si svolge in spazi aerei non controllati e di conseguenza non richiede risoluzione dei conflitti con eventuale traffico mannedprima e durante il volo e si affronta in VLOS, al pilota resta solo l’obbligo di essere identificato (ok, il famoso transponder di cui ancora non si sa nulla ma è comunque previsto dai regolamenti che entreranno in vigore il prossimo anno, forse per allora ne sapremo di più).

Più complesse sono le operazioni nello spazio TypeY,che coinvolgono spazi aerei controllati e aree proibite e di conseguenza richiedono approvazione degli Enti aeronautici di competenza. In queste aree si entra solo con un piano delle operazioni approvato e ogni volume Type Y ha i propri requisiti tecnici che devono essere rispettati dal drone. Eventuali conflitti con il traffico Manned devono essere risolti prima del decollo, ma non sempre sarà necessario nella pratica, per esempio se lo spazio Type Yè a protezione di un parco nazionale.

Infine le operazioni più complesse, TypeZ, vengono a loro volta suddivise in Za– spazio aereo controllato ATC (ad es. Aeroporto); U-space fornisce consapevolezza situazionale all’ATC, strumenti di comunicazione, modalità di lavoro standard e Zudove l’ U-space (via software) fornisce la risoluzione dei conflitti durante il volo, da terra, senza bisogno di contatto con la Torre di controllo.

Il documento CONOPS adotta la metodologia per l’approccio al rischio MEDUSA (U-Space Safety Assessment) in tre aree per valutare il livello di mitigazione fornito dai servizi U-space: mitigazione del rischio a terra, mitigazione del rischio in aria e mitigazione del rischio di violazione di spazi aerei proibitii

Nessuna risoluzione dei conflitti
Volo VLOS
Il pilota è responsabile dell’identificazione sua e del mezzo (transponder)

È richiesto un piano di volo approvato
Risoluzione delle conflittualità prima del decollo
Di solito sono richieste le informazioni sulla posizione, le informazioni fornite al pilota durante il volo, la conformità
e la conoscenza geografica richieste, le avvertenze e le informazioni sul traffico
(Lo spazio aereo Y potrebbe non avere questi requisiti se, ad esempio, l’obiettivo è gestire l’accesso ai parchi
nazionali).

Risoluzione delle conflittualità prima del volo e durante volo
Richiede il monitoraggio del drone
Minimi di separazione in funzione della prestazione del sistema
Za – spazio aereo controllato ATC (ad es. Aeroporto); U-space fornisce consapevolezza situazionale all’ATC,
strumenti di comunicazione, modalità di lavoro standard
Zu – U-space (software) fornisce la risoluzione dei conflitti durante il volo, da terra

Fonte: Sky53.CH

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Fonte DroneZine