Aerofotogrammetria, parliamone con un esperto, intervista a Stefano Brugnaro geologo e docente di corsi

Aerofotogrammetria, parliamone con un esperto, intervista a Stefano Brugnaro geologo e docente di corsi

In un settore a rapido sviluppo tecnologico come quello dei droni, possiamo affermare di aver notato in tutti questi anni un primo approccio quasi per gioco, poi si passa per le foto e le riprese aeree e molti completano il loro percorso dedicandosi ai rilevi aero fotogrammetrici eseguiti con gli UAS.

Che ad effettuare questi voli a bassa quota con i droni, siano impiegati comunali per i rilevi catastali, topografi  o geometri che debbano geo-referenziare poderi o aree industriali è assolutamente indifferente. L’indubbio vantaggio di far volare un drone e prendere le “misure” – passateci il termine NDR – rispetto ai tradizionali metodi usati in passato è un valore aggiunto che al giorno d’oggi costituisce quasi uno standard de facto nella rilevazione di terreni o manufatti e perché no, nella loro successiva modellazione e ricostruzione in 3D.

Intervista a un geologo e topografo che per mestiere svolge i rilevi aero fotogrammetrici con il drone e nel suo (poco) tempo libero, fa anche il docente per trasmettere la sua conoscenza e la sua passione

Oggi incontriamo Stefano Brugnaro classe 1988 Geologo, Topografo, Cartografo, pilota di SAPR oggi si chiamano UAS, istruttore di volo e docente di aerofotogrammetria.  Un curriculum di tutto rispetto a cominciare dalla laurea Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali Scienze geologiche con la Magistrale in Scienze e tecnologie geologiche. Siamo rimasti piacevolmente stupiti quando dopo un primo approccio telefonico ci accorgiamo che dietro all’uomo di scienza si celi anche un grande appassionato e curioso delle nuove tecnologie.

Per prima cosa le chiediamo di parlare di se, del suo percorso formativo e delle sue aeree di competenza.

“Le cose si sono evolute quando ho pensato di accrescere le conoscenze nel settore del telerilevamento aereo, materia che ho sempre apprezzato, diplomandomi nel 2016 al Master di II livello in GIScience e Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto per la gestione integrata delle risorse naturali sempre presso l’Università degli Studi di Padova.
Da li è stato un continuo nella ricerca e lo studio, ho approfondito con corsi professionali il discorso legato al rilievo fotogrammetrico e l’ambito cartografico a mezzo di strumentazione GIS (ancora adesso sono sempre alla ricerca della novità dedicandomi allo studio giornalmente).

Dal punto di vista lavorativo l’inizio è stato molto di carattere geologico ma si è evoluto verso il settore topografico (a mezzo di rilievi fotogrammetrici e satellitari e successiva predisposizione cartografica) e di insegnamento, sia per quanto riguarda l’ambito tecnico (corsi di QGIS, anche presso enti pubblici e di fotogrammetria) che per quanto riguarda l’attività di Flight Instructor.”

Passiamo alle tante domande e a una sintesi delle risposte. Consigliamo di prendervi un po’ di tempo e guardare la video intervista in testa all’articolo per le articolate ed esaustive risposte del. dottor Brugnaro.

  • Oggi in rete tutti parlano  e anche noi di Dronezine non ne siamo esenti, avendo trattato più e più volte l’argomento Aerofotogrammetria, ma al di la delle definizioni che si trovano su Wikipedia, come descriverebbe lei la materia o come la descrive ai suoi allievi?
    “La fotogrammetria in realtà può essere espressa secondo diversi concetti che passano dal teoremi matematici a calcolo numerici. Diciamo che la fotogrammetria potrebbe essere definibile come la disciplina tecnica, scientifica che verranno trasformate in un modello che ci permetterà di eseguire delle misure reali della superficie. Si può considerare anche come uno Spin Off della Topografia, che ci permette di trasformare una informazione visiva (una foto), in una informazione numerica Quindi misurare la distanza tra un oggetto e l’altro o contestualizzare l’oggetto del rilevo e rappresentarlo all’interno di una mappa.”
  • Lei ha conoscenze pregresse in ambito Topografia, Cartografia con  conoscenze specifiche in Geologia come si è avvicinato al mondo dei droni? Passione o ne ha intravisto uno sviluppo lavorativo?
    “E’ nato tutto all’epoca dell’università, quando si studiavano gli approcci al telerilevamento, anche se all’epoca per ottenere le informazioni geospaziali, si usavano in prevalenza le immagini satellitari o provenienti da ispezione aeree. Il drone è la naturale prosecuzioni di questa metodologia permettendo quindi di avvicinarsi maggiormente al soggetto e ottenere un dettagli maggiore.”

  • Oltre al possesso del drone quali sono i requisiti di formazione richiesti per intraprendere questo settore?
    “Non è indispensabile partire da livelli che possono anche un po’ a spaventare. La disciplina vista da fuori può apparentemente sembrare semplice, a mano a mano che ci si addentra nei dettagli si complica parecchio, ma con il proseguire degli studi si semplifica notevolmente.
    Per quanto riguarda le competenze pregresse, possono essere utili le conoscenze di geografica classica con i relativi sistemi di riferimento. Tuttavia si possono studiare anche in seguito e i concetti acquisiti nel corso del tempo.”
  • E’ impossibile non notare che nei corsi offerti da Dronezine Education e in particolare a quello sulla aerofotogrammetria, sono previste delle sessioni pratiche. Cosa davvero interessante, in che cosa consistono?
    “La parte teorica è fondamentale, perché senza di essa non riusciremmo a capire perché si ottenga un certo risultato. La parte pratica prevede di prendere in mano tutta la teoria acquisita, facendo un rilevo vero e rispondere alle domande sul campo. Prendiamo le immagini e le trasformiamo in una nuvola di punti. Vedere sul campo il metodo di lavoro è di grande aiuto al corsista.
    Per la parte pratica mi avvalgo di alcuni collaboratori da me precedentemente formati che eseguono un vero e proprio rilevamento sul campo, guidando i corsisti sulle attività da fare in loco.”
    Quindi alla fine del corso teorico, gli allievi vengono condotti sul campo ed effettuano un vero e proprio rilevo, partendo dalla pianificazione iniziale, al posizionamento di eventuali GCP, passando per il volo con il drone e alla acquisizione ed elaborazione del dataset raccolto.”
  • Si parla spesso e tanto di GCP, ma sono davvero necessari per effettuare un buon rilevo?
    “Si, i punti di controllo a terra o GCP, sono un aspetto fondamentale. GCP hanno lo scopo di vincolare il modello portando la precisione da metrica a centimetrica.
    Mentre i QCP ovvero Quality Control Point che servono per controllare la affidabilità del nostro modellino. Indispensabili quindi indipendentemente dal drone che andremo a utilizzare anche se dotato di RTK.”
  • Per quanto riguardo lo sbocco lavorativo, ci pare di capire che lei per “mestiere” passi la maggior parte del tempo a fare rilevi. Come si rapporta con la committenza? Nelle domande o bandi di gara, ci sono mai delle incongruenze tra quanto desiderato e quanto effettivamente utile?
    “E’ un mercato aperto, in via di sviluppo. Anche i software stessi sono in continua evoluzione. Se io eseguissi una elaborazione con un dataset di qualche anno fa, otterrei risultati migliori. Anche questo come molti lavori è estremamente settorializzabile. Ci sono molti interlocutori che si spaventano nell’utilizzo del drone. E quindi preferiscono appaltare il lavoro a un professionista che conosca la materia e l’uso dei droni.”

  • Nonostante la sua base di residenza sia Padova ci sembra di capire che svolga la sua attività in tutta Italia, si avvale per caso di collaboratori e come si fida di loro? Dove li ha conosciuti?
    “Come dicevo prima molti collaboratori, per non dire tutti,  sono allievi che provengono dai miei corsi, e preferisco non abbandonare nessuno al proprio cammino, aiutando coloro che vogliono crescere e migliorare.”
  • Che tipo di drone serve secondo lei per svolgere questo lavoro e quali altri strumenti sono necessari per iniziare concretamente a lavorare nel campo della aerofotogrammetria, meglio un Matrice 300 RTK o un MIni 2?
    “Dipende sempre dall’ambito che vogliamo andare a coprire. Riuscire ad avere un drone con una missione automatica o che abbia un buon ritorno video, un drone del quale ci fidiamo è più che sufficiente. Alle volta avere un drone con una fotocamera ad altissima risoluzione, potrebbe essere controproducente, in quanto il nostro committente potrebbe non essere in gradi di gestire questi dati che sono ovviamente anche molto pesanti.”
    Il Mini 2 è un ottimo strumento, più che sulla risoluzione è meglio concentrarsi sul metodo di acquisire il dato. Un Matrice 300′ RTK dotato di sensoristiche particolari, Lidar, Laser devono essere utilizzati per avere immagini tridimensionali senza ricorrere alla fotogrammetria.

Visualizzazione di una immagine costituita da una “nuvola di punti”

  • Che tipo di software consiglia di utilizzare per la ricostruzione e sovrapposizione delle immagini ottenute dalle riprese aeree eseguite con il drone?
    “Per i software per la fotogrammetria uso generalmente i software web Open Drone Map che è open source e funziona molto molto bene, poi apprezzo anche Capturing Reality un software particolarmente interessante perla costruzione di mesh.
    Al contempo ma anche Agisoft  PhotoScan oppure Pix4d. In genere sono sempre stato aperto a tutti i software ma  recentemente  uso sempre Open DroneMap e Capturing Reality.”
  • E ora qualche domanda meno tecnica, vola con i droni anche per hobby? Le piacciono le riprese aeree?
    “Si certo, sono un appassionato del volo e delle riprese aeree, quando non volo per lavoro, lo faccio per hobby e per mantenermi allenato dato che sono un Flight Instructor,”
  • Cosa serve per approcciarsi in questo settore a livello professionale?
    “Per prima cosa un attestato di competenza per il pilotaggio del drone, la registrazione dello operatore, una assicurazione valida. 
    Un corso preparatorio come quelli di Dronezine Education, possedere un drone in base al tipo di destinazione dei dati rilevati, un software per l’elaborazione dei dataset. Un computer abbastanza performante che ci possa dare una certa affidabilità di un dataset in tempi ragionevoli.
    I dispositivi di protezione individuali oltre al giubbetto catarifrangente per essere identificato come pilota.”

Per l’intervista integrale rimandiamo alla visione sul canale Youtube considerando anche questo sommario:
0:00 Presentazione del video
2:30 Cosa è l’Aerofotogrammetria?
6:21 Che competenze servono per iniziare a fare questo lavoro?
10:10 Cosa sono le nuvole di punti?
12:00 Dronezine Education: corsi di aerofotogrammetria
13:10 Formazione non solo teorica, ma anche pratica
15:34 Cosa sono i GCP e servono davvero?
18:04 Droni con sensori RTK cosa sono?
22:00 QGIS di cosa si tratta e a cosa serve
23:20 Ortomosaico
26:18 Quanto ne sa il committente, quanto è in grado di comprendere i dati restituiti?
27:20 Rilevo con antenna GNSS o stazione totale
30:15 Possibili impieghi della aerofotogrammetria
30:46 Percorso formativo di Stefano Brugnaro docente di corsi di aerofotogrammetria
34:10 Corsi a Benevento, Milano e Torino teoria e pratica
35:02 Ci sono possibilità lavorative per chi parte adesso e senza competenze in questo settore?
36:50 Software per fotogrammetria in continuo sviluppo
40:30 Dopo il corso spesso ci creare una rete di collaborazioni tra docenti e allievi
40:50 Quali droni acquistare per la fotogrammetria aerea? Mavic Mini, Phantom 4, Matrice 300?
46:00 Sensori per la aerofotogrammetria
46:50 Cosa occorre possedere per iniziare la carriera di aerofotogrammetria: hardware, software, attestati di competenza, ecc.
49:24 Saluti finali.

Per approfondimenti lasciamo il link alla pagine dei corsi del programma Dronezine Education sulla aerofotogrammetria e QGIS tenuti dal dott. Stefano Brugnaro.

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Fonte DroneZine